domenica, 20 Giugno, 2021
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    6 libri sul cambiamento climatico

    di Redazione

    19 Marzo, giornata internazionale di sciopero per il clima. Non si possono riempire le piazze come abbiamo visto negli anni scorsi, ma tra eventi dal vivo e online, milioni di persone si stanno mobilitando per dire che non c’è più tempo: le emissioni di gas serra vanno azzerate. A un anno dall’inizio della pandemia questo grido si fa ancora più urgente: stando agli ultimi studi, è proprio a causa del cambiamento climatico che il covid-19 ha potuto prosperare. E allora vi suggeriamo un percorso con alcuni libri usciti tra il 2020 e oggi che ci aiutano a capire a che punto siamo, e da dove bisognerebbe ricominciare.


    D. Tanuro, È troppo tardi per essere pessimisti. Come fermare la catastrofe ecologica imminente, Edizioni Alegre 2020

    Nel panorama di pubblicazioni dedicate al cambiamento climatico e all’Antropocene questo libro spicca per il titolo, umoristico e serio al contempo. Il testo di Tanuro, anche se talvolta non semplicissimo, ha il merito di rendere accessibili quei progetti per ridurre l’impatto umano sull’ambiente che si sono succeduti nel corso degli anni. Sembrerebbe quindi un manuale per comprendere le riflessioni degli scienziati e le loro proposte. Ma non si limita a questo. Tanuro infatti mostra molto bene che tipo di interesse politico venga tutelato da ogni particolare progetto, giungendo così ad affermare quanto già preconizzato nel titolo di un suo precedente saggio: il capitalismo verde è impossibile. L’autore mostra così in modo molto chiaro l’intoppo: le proposte green che pretendono di non modificare l’attuale modello di sviluppo e produzione sono o inefficaci, o fantascientifiche. O più spesso, inefficaci e fantascientifiche. Ed ecco che, dopo averci ricordato le colpe del capitalismo verso il pianeta (e il genere umano) Tanuro va nuovamente oltre indicandoci in modo chiaro che la battaglia politica ambientale è da sempre intrecciata alla battaglia politica tout court; e che non ci sono altro che alternative al capitalismo. È quindi sufficiente essere realisti in senso ottimista. E agire di conseguenza.

    D. Wallance-Wells, La terra inabitabile. Una storia del futuro, Mondadori, 2020

    Il tempo è finito. E’ questo che sembra ribadire David Wallance-Wells in questo appassionato saggio. Evidenze scientifiche in rassegna si susseguono disegnando scenari, vere e proprie cartoline dal futuro, tramite cui l’autore porta la nostra attenzione sulla trasversalità e l’irruenza degli effetti del cambiamento climatico, cambiamenti che stanno entrando nelle nostre vite, pronti a modificarle con forti ricadute sociali negli anni futuri. Ma non solo. L’autore fa un passo in più, e ricostruisce gli inganni con cui ci illudiamo che questo non stia avvenendo o, peggio, con cui crediamo di star risolvendo l’emergenza. Quello che manca, scrive Wallance-Wells, è «la volontà politica, la forza economica e la flessibilità culturale» per introdurre i cambiamenti necessari. Perché, nonostante tutto, conclude, «io penso ancora che possiamo farcela». E la soluzione sembrerebbe possibile, ma serve la volontà politica e culturale, la stessa che movimenti come Fridays For Future ed Extinction Rebellion stanno costruendo e imponendo giorno dopo giorno.

    J. Franzen, E se smettessimo di fingere? Ammettiamo che non possiamo più fermare la catastrofe climatica, Einaudi, 2020

    «E cosí mi domando cosa succederebbe se, anziché negare la realtà, dicessimo le cose come stanno», scrive Jonathan Franzen in questo piccolo saggio, uscito inizialmente sulle pagine di The New Yorker. In Italia, prima di essere pubblicato da Einaudi, il saggio, non senza qualche dubbio, è stato tradotto da Extinction Rebellion. Lo scrittore, ormai quasi un “classico” delle narrativa, pone i lettori di fronte a un’evidenza: i cambiamenti climatici non si possono prevenire, ormai è troppo tardi. E’ auspicabile, come si chiede lo stesso autore, dire alle persone che un’apocalisse climatica stravolgerà le nostre vite irrimediabilmente nei prossimi anni? E’ auspicabile dire che nessuna battaglia sarà veramente efficace? A dispetto delle premesse, Franzen ci invita a farlo, ma senza arrenderci, e quindi continuando a lottare, perchè quando il mondo diventerà ancora più caotico e le diseguaglianze sociali si allargheranno, «la nostra migliore difesa contro questo tipo di distopia [sarà] mantenere democrazie funzionanti, sistemi giuridici funzionanti, comunità funzionanti».

    M. Dal Sito, Quando qui sarà tornato il mare. Storie dal clima che ci attende, Edizioni Alegre, 2020

    Di fronte al disastro climatico cosa possono fare gli scrittori? Da questo interrogativo è nato il laboratorio di scrittura curato da Wu Ming 1 che ha fatto nascere questo romanzo di racconti. Ne emerge così un tragitto narrativo che si snoda tra i territori del Delta del Po, nel basso ferrarese, raccontandoci come apparivano nel passato e immaginando come saranno, a partire da come si stanno già trasformando. L’apocalisse, il disastro, infatti non è lontano da noi, è già su di noi, e si proietta con forza travolgente sui nostri paesaggi quotidiani. E dunque il compito degli scrittori, sostiene Wu Ming 1, è quello di “cantare la mappa” di un territorio, con il paesaggio come protagonista, camminando sulle trasformazioni che lo stanno già attraversando.

    M. O’Connell, Appunti da un’apocalisse. Viaggio alla fine del mondo e ritorno, Il Saggiatore, 2021

    Mentre il mondo affoga e milioni di persone subiscono le conseguenze dei cambiamenti climatici, tra migrazioni di massa e tassi di mortalità crescenti per aumento delle temperature e dell’inquinamento atmosferico, ricchi visionari, comunità di artisti, o di “survivalisti” si organizzano per salvarsi dall’apocalisse imminente. Mark O’Connell ci trascina in un viaggio quanto mai realistico alla scoperta di chi ha scelto di “rinchiudersi” per proteggersi dalla catastrofe. Un libro divertente e tragico, pubblicato proprio quando un’apocalisse imprevista, quella pandemica, ci ha catapultati tutti alla fine del mondo. «Mi interessa quel che ci dicono quelle fantasie e quei terrori sul mondo attuale», scrive nell’introduzione alla nuova edizione americana. E in effetti, il suo viaggio, molto ci racconta sul modo in cui non dovremmo affrontare l’emergenza in corso.   

    Filelfo, L’assemblea degli animali. Una favola selvaggia, Einaudi, 2021

    La favola, la cronaca, il corvo di Calvino, l’urgenza di tornare a comunicare oltre i confini e le gerarchie che dividono da secoli le specie che popolano il nostro mondo. L’assemblea degli animali è un libro bellissimo. Il fenomeno editoriale del momento, firmato dall’anonimo Filelfo, non è soltanto un riuscitissimo esperimento narrativo ricco di dialoghi tra bestie antropomorfizzate e colte citazioni, ma è di fatto, e probabilmente senza neanche volerlo, un manifesto ecointernazionalista ed un monito contro la nostra estinzione. L’assemblea è un’assemblea vera e propria, fatta di relazioni, introduzioni, scontri dialettici, oratori carismatici e comparse balbuzienti. Il consesso è quello delle grandi occasioni, convocato con urgenza per prendere grandi decisioni. Sullo sfondo il diffondersi di un virus, la sorte del pianeta intero e quella del suo abitante più invadente e smemorato, l’uomo. Una lettura scorrevole, avvincente, che ci impone di fare i conti con le nostre radici di sedicenti sapiens e lo fa con la finezza letteraria di pagine bellissime in grado, tra l’altro, di urlarci in faccia una verità utile e poetica allo stesso tempo: oggi non c’è niente di più realistico di un’emergenza planetaria così come, da sempre, non c’è niente di più magico di una bella fiaba.